lunedì 22 marzo 2010

Fiaba preistorica - 11


Quadro Undici

8 commenti:

  1. I miei piccoli mi sussurrano segreti all’orecchio e poi mi guardano per essere sicuri che non li racconterò a nessuno. Dico loro di sì, che sarò bravo, e lo sguardo attento si trasforma in sorriso largo, e il sorriso largo in risata allegra. Sono i frutti di Aria e miei.

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  2. Era inevitabile. Il tempo passava inesorabile. La luna viaggiò tante volte nel cielo. Tante volte ingrandì e rimpicciolì. E con lei rimpicciolì anche quel che restava di Lila.
    Passarono tanti inverni, Lith, una delle ragazze del fiume, tante volte si fece la pancia grossa. Rese Nderi padre per due volte.

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  3. Prima che la primavera finisse Gronko era stato scelto. Non pensava più ad A-ha. Almeno non durante il giorno. Aveva stretto un patto con Ella, odorosa di rosa. Le stagioni passavano e ormai una tribù stava crescendo attorno a lui, come quella di 'Ngo e 'Ngaga. Tutto si ripeteva e Gronko si divertiva a giocare con i cuccioli, troppo piccoli per andare a pesca o, peggio, per affrontare i pericoli della caccia con i verdi striscianti o le quattro zampe ringhianti.

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  4. Passarono gli anni,la struggente speranza di ritrovare Orea era diventata una debole fiammella che,pur continuando a mantenersi viva,non riusciva a scaldare la sua triste ed
    incredibile vita.Il giovane Datro era diventato un uomo,stanco del suo errare decise di fermarsi in un villaggio in riva al grande fiume rosso,e lì conobbe Adia

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  5. Sorry,era per il quadro 10

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  6. Badit, inseriscilo amche nello spazio del 10. Grazie.

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  7. Adia era una donna bellissima,sicuramente la piu' bella del grande villaggio,ma era molto cagionevole di salute.L'"attrazione" tra i due
    fu immediata e in breve tempo crearono una famiglia con numerosi figli.Come la maggior parte del villaggio del "Grande fiume rosso"
    andarono a vivere su delle normi palafitte.
    Ma le condizioni di Adia peggioravano e allora Datro decise di trasferire la famiglia al caldo e al sicuro in una delle tante caverne del monte Padura

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  8. L'intesa tra Mosi e Penda aumentò di giorno in giorno e ben presto i due formarono una coppia. A quei tempi non esisteva il
    matrimonio nè la tradizione di formare una famiglia, la lotta giornaliera per la sopravvivenza era troppo imprevedibile e
    spesso capitava che un uomo uscito al mattino per la caccia la sera non faceva ritorno alla sua caverna. I giovani uomini e le giovani donne si invaghivano l'uno dell'altra, avevano anche dei figli, ma nessuno sentiva un vincolo nei confronti del partner o la responsabilità di controllare la crescita dei propri bambini. In questo senso Mosi e Penda erano diversi dal resto della tribù e passavano insieme la maggior parte del tempo che non dovevano dedicare alla caccia. Avevano un figlio e Mosi era solito portarlo con sè al fiume durante le battute di caccia meno impegnative. Era al fiume che il piccolo giocava con gli altri bambini, tra cui anche il figlio di Chanya, una donna molto bella dai capelli lunghi che in passato aveva più volte corteggiato Mosi. Chanya si recava quasi ogni giorno al fiume, ma il suo intento non era quello di portare suo figlio a giocare quanto di avere una scusa per passare del tempo con Mosi

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