giovedì 3 dicembre 2009

Pezzi di cuore e pezzi di ricambio


Il dibattito che si è acceso attorno alla lettera outing di Celli non lascia ovviamente indifferenti. Letta e riletta, l'ho metabolizzata, e mi è rimasto un amaro in bocca, simile al fiele. Mi chiedo: ma se il direttore della Luiss è in ambasce sul futuro del proprio figlolo, che dovrebbe fare l'(ex?) operaio della (ex?) Fiat di Termini Imerese, anche lui papà di un ragazzo pieno di talento e senza un centesimo in tasca?

2 commenti:

  1. Se le cose continueranno ad andare come le ha impostate il nongoverno berlusconi e i suoi nonministri, il figlio talentuoso dell'exoperaio potrà solo emigrare ma con la valigia di cartone e senza una adeguata preparazione. Una buona preparazione scolastica ed universitaria ed una brillante carriera all'estero, da professionista e non da "emigrante", sarà appannaggio solo di chi avrà abbastanza soldi.
    La meritocrazia tanto invocata è solo quella del portafoglio e non quella del talento.
    Basterebbe considerare "i meriti" di Lapo Elkann, tanto per fare un esempio

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  2. Intanto cercherà di fare quello che ha sempre fatto:cercarsi la raccomandazione e qualcuno gli offrirà quello che gli ha sempre offerto:il nulla in cambio del voto. Quindi come dice Fara valigia simbolicamente di cartone e via.
    Su Celli vorrei però dire che in questi anni è stato top manager alla Omnitel, all’Olivetti, all’Eni, all’Enel e Direttore Generale in Rai,poi a Unicredit fino a diventare Direttore Generale alla Luiss.
    Lui è la classe Dirigente italiana. E' bello fare autocritica, dire "abbiamo fallito" "questo è un Paese che non ti merita" ma sarebbe stato meglio accompagnare queste frasi anche con una lettera di dimissioni. Essendo Celli un pezzo importante della classe dirigente italiana anche a noi piacerebbe dirgli "non non la meritiamo".
    Insomma mi associo a tutti quelli che in questi giorni hanno detto..da quale pulpito!

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