domenica 14 febbraio 2010

FotoRacconto - La panchina


Foto di Paolo Beccari, Testo di Salvatore

- Tu dici che la nonna l'ha capito, sembra così serena? - sussurrava Giovanni al padre. Il padre allargò le mani e alzò gli occhi al cielo, si girò verso la madre e le sorrise.
La signora Lina si accorse del sorriso, ma continuò a parlare con la moglie del nipote.
- Mi raccomando, i centrini del salotto li ho promessi all'Adalgisa, daglieli, per quanto riguarda il resto non mi importa di nulla, fatene quel che volete, ma il comoncino, sai, quello che tengo nella mia camera da letto, mi piacerebbe che lo tenessi tu. -
- Ma cosa dici nonna, è solo per un mese, fra un mese torni a casa e facciamo una bella festa, con tutti i parenti. -
- Dici? Io non ci credo e ti confesso che tutta questa voglia di ritornare a casa non ce l'ho, sai, nella vita ci sono delle tappe, ognuna è diversa, è meglio chiudere la precedente quando si apre la nuova, e sai che ti dico? Le novità non mi sono mai dispiaciute. Bene, adesso andiamo. -
E la signora Lina si alzò dalla panchina cercando di stare ben dritta, -andiamo- ripeté.

4 commenti:

  1. Bello e triste il tuo racconto, Salvatore... Mi sembra corra su due binari: la consapevolezza della fine di una grande e bella tappa della vita e la tranquilla rassegnazione davanti il corso degli eventi... Chissà però se il secondo treno della signora Lina deraglierà verso lo sconforto di trovarsi sola e lontana da casa...

    RispondiElimina
  2. Grazie Salvatore, il tuo racconto è commovente, triste e tuttavia con una nota di speranza: la speranza che la signora Lina possa essere serena anchè là, dove sta andando...

    RispondiElimina
  3. Concordo con tutti voi.
    Triste e infinito allo stesso tempo.

    RispondiElimina