sabato 17 aprile 2010

Il giocatore



Tre anni fa, il 17 aprile 2007, usciva, per i tipi della Frassinelli, la mia prima o il mio primo (ancora non è chiaro se il genere è maschile o femminile) graphic novel, "Il Giocatore". Basato/a sullo script della regista Roberta Torre, mi ha impegnato per circa due anni e mezzo. Ne parlo ora perché ormai fuori commercio: si può tentare di chiederlo ancora alla Frassinelli. Non so con quali esiti. Esperienza bella, esaltante ma anche complessa e irta di difficoltà. Mi piace ricordare questo lavoro, realizzato con il folle metodo della colorazione delle tavole ad acrilico per fare omaggio all'amica ed editor che ha creduto senza cedimenti a questo romanzo a fumetti non convenzionale e per certi versi sperimentale: Anna Pastore. Vi faccio vedere la prima tavola in bozze e quella definitiva.

4 commenti:

  1. Confesso, non avevo mai letto un graphic novel prima: mi ha sorpreso sapere che esiste un linguaggio nuovo, chiaro, immediato e potente.

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  2. Ti riferisci a "latte psicosomatico", la saga (saga!) del bambino dalle elementari ad oggi?

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  3. E' vero, è un graphic novel anche "Latte psicosomatico". Però il mio primo graphic è stato "Il giocatore". Sono avvincenti, coinvolgono livelli di percezione diversi. Anche le storie sono molto diverse: "Il giocatore" è forte e spietato, "Latte" invece è leggero e divertente.

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  4. Si Yorick, hai dimenticato di aggiungere, per "Latte" un aggettivo: ...leggero, divertente e "tragico"! Per tutte quelle piccole tragedie e prepotenze, subite con la copertura del "a fin di bene" , che hanno costellato, credo, l'infazia di tutti noi

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