martedì 8 giugno 2010

Muri parlanti - Ex abundantia cordis spray loquitur



Foto e testo di
Yorick

Da dove viene questa scritta che campeggia sulla stazione di Ladispoli-Certeveri? Chi è Cuggio? La prima reazione è perbenista: ma perché l’ignoto estensore della scritta non si è limitato a mandare a Cuggio un messaggino?
Poi, confrontando questa scritta con altre che attraversano la città, ho capito che Cuggio se n’è andato, forse portato via dall’Aurelia, che ogni tanto si mangia qualcuno. E come si fa a comunicare qualcosa di importante a chi non legge più con gli occhi del corpo?
Cuggio (più o meno il “cucinu”, “cucì” dei siciliani) non è più raggiungibile dai sistemi di conversazione terreni. Allora i muri servono a comunicare, contro ogni logica? E se qualcuno se ne va contro ogni regola naturale, non è logico violare anche le altre regole?

4 commenti:

  1. Giovanni, hai visto? Hai lasciato tutti senza parole.

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  2. Non saprei neanch'io cosa dire. All'inizio mi ero fermato alla scritta davanti alla stazione: pensavo a una storia adolescenziale e complicata, con tradimenti, colpi di scena (in ginocchio da te) e cifrario in stile Moccia (la sigla finale, tipo tvttb, oppure 3msc). Però la storia raccontata sui muri andava letta fino alla fine: era un percorso più lungo, non potevo giudicare prima di aver incrociato tutto il resto.

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  3. Vivo a Ladispoli, e questo Cuggio è un deliquente! C'è un altro murales sempre a Ladispoli presso il Bagno Malibù che recita. " Cuggio violenta anche Daniele". E mi sa tanto che pure recchione!!!

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