giovedì 3 marzo 2011

Restare bambini


Restare bambini ma non con la stucchevole e fastidiosa sindrome di Peter Pan. Stupirsi, meravigliarsi, gioire, arrabbiarsi, imbronciarsi, giocare come farebbe il bambino che si ostina ad albergare in noi che magari siamo già sulla cinquantina. Non si offendano i trenta-quarantenni: siano bambini anche loro.

7 commenti:

  1. roberto Vassallo3 marzo 2011 23:43

    Parole sante....
    bellissimo....

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  2. La capacità di meravigliarsi ancora... Sì, credo sia questa la cosa che ci consente di non invecchiare nell'anima... Gli occhi sgranati e un'emozione vecchia eppure sempre nuova nel cuore...

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  3. Vale la pena rimanere bambini solo per mantenere la capacità di saper apprezzare le piccole cose. Capacità che crescendo perdiamo sempre più. Per far felice un bambino basta poco: un aquilone, magari costruito insieme, le corse per farlo volare e vedrai i suoi occhi brillare di gioia. Noi adulti non siamo mai contenti, vogliamo sempre di più: più denaro, più successo, più notorietà, più potere, e nell'affannosa ricerca di tutto ciò, non sappiamo godere di ciò che abbiamo!

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  4. Come direbbe Roberto, parole sante! Condivido totalmente. Quello che mi piace dei bambini è anche la capacità di indignarsi di fronte ad una malefatta. Noi purtroppo ormai ci distraiamo, voltiamo la testa, facciamo spallucce... E non certo per una malefatta a cui abbiamo assistito inermi, ma di fonte a indicibili e imbarazzanti gesti delittuosi.

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  5. annamaria schena6 marzo 2011 10:24

    quello che di più bello e vero che c'è in noi è il bambino

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  6. Benvenuta Annamaria, buona domenica!

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