Comincia oggi la pubblicazione quotidiana dei racconti suggeriti da un'immagine: il tema da trattare liberamente, ed entro trenta righe, è stato stuzzicato da un'illustrazione già disegnata e nient'altro. La sfida non era affatto facile, ma Eluz, Fara, Pirsimona, Salvatore, Tanus e Yorick, dopo la bellissima prova della fiaba plurima de "La Giacca rossa del topo scatenato", hanno vinto anche questa scommessa.di SalvatoreSentiva il sangue pulsargli alla tempia, il fiato era grosso, era ancora bagnato, le due ore trascorse fra gli scogli dopo la nuotata, nonostante la notte calda, non erano bastate ad asciugarsi.
Il paracadute si era arenato verso levante, la corrente l'aveva portato a riva e adesso si vedeva ancora gonfiarsi fra mare e scogli bassi dove era riuscito ad arrivare dopo qualche centinaio di metri di nuoto. Non si vedeva nessuno eppure i suoi contatti avrebbero dovuto esserci, come si chiamava? Don Nittu. Se non lo trovava come si sarebbe organizzato? Ma perché l'avevano mandato lì, la sua famiglia era di Agrigento, qui non conosceva nessuno, era troppo a sud, il suo siciliano era arrugginito, era quello che si parlava in casa, ma lui era nato a Brooklyn e non c'entrava niente con questa guerra, lo faceva per la famiglia, ma non voleva rimetterci la pelle perché i suoi potessero fare il loro comodo, comunque la casermetta sul mare era vuota, si era spaventato a vedere spuntare dalle feritoie due cannoni, ma poi assicuratosi che non ci fosse nessuno si rese conto che erano di legno, non c'era nessuno, anzi adesso verso levante ondeggiava una lucetta, cos'era? Un lume, rumore di gente che si muove, il paracadute non si vede più, forse è Don Nittu, aspettiamo mettiamoci dietro il muro.
No non è Don Nittu, questi sono in divisa, hanno dei fucili ridicoli, come quelli del cinema dei tempi di Wilson, addirittura con la baionetta, soldati italiani, allora qualcuno c'è. Silenzio, fermo, qua dietro non mi vedono, passeranno oltre, certo che rimetterci la pelle stasera sarebbe proprio scalogna, domani sbarcano e mi trovano qui morto, magari mi danno anche una medaglia alla memoria, merda chi se ne fotte!
Intanto nel drappello dei soldati Saro che si portava il paracadute appresso diceva a Totò, - spiramu ca nun lu truvamo all'americanu, talé ca chi stoffa fina cu chista ci fazzu u corredo a Ncilina -