
Racconto di Fara
Foto di Gigliola Siragusa
Avevo 7-8 anni non di più e in campagna, da mio nonno, veniva una famiglia, padre madre e una decina di figli. Non saprei dire quanti anni avessero. L’unica cosa che capivo è che erano poveri. E i poveri non hanno età. Venivano per raccogliere le mandorle e per sgusciarle. Li trovavo al lavoro a mezza mattina, quando mi alzavo. I bambini e la madre seduti sotto il banano che sgusciavano le mandorle e il padre e i figli più grandicelli che raccoglievano e versavano i canestri nel mucchio.
A mezzogiorno mia nonna preparava una “quararata” di pasta con sugo e tanto olio “mi raccumannu, mettici ogghiu assai” diceva mio nonno, un fiasco di vino e una forma di pane tondo grande come una ruota di carretto. Acqua no, bevevano “a cannolo” l’acqua del pozzo.
Mangiavano e ricominciavano a raccogliere e sgusciare mandorle. Al tramonto mio nonno chiamava il padre famiglia e gli dava qualche lira. "Voscienza binirica" diceva rinculando...
Sarebbero tornati l’indomani.
Forse è per questo che crescendo sono diventata "di sinistra".
Ecco, a me pare che Marchionne, Marcegaglia e anche qualche vicino di casa divenuto nel frattempo "padroncino" vogliamo ritornare ad avere questo tipo di lavoratori: "servi riconoscenti".





