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lunedì 18 giugno 2012

Scrittura sperimentale: si ricomincia

Si ricomincia, ragazzi. Se pensate di poter spendere parte del vostro tempo libero scrivendo di fantasia, questa di certo è la sede adatta. Vi propongo di "illustrare" con un vostro testo il disegno che vedete, realizzato qualche tempo fa per il settimanale Diario. Le fotografie che compongono l'illustrazione sono parecchie, oltre una dozzina. L'ideale sarebbe unirle come meglio vi aggrada e secondo lo stile che più amate in un sol racconto o con quanti testi riterrete opportuno (legati o slegati non importa). Mandate in prima battuta il vostro racconto, qui, tra i commenti: poi, ragionando assieme (la giuria sarà fatta da voi e da me: la democrazia è una cosa seria, quasi quanto il divertimento), sceglieremo i racconti più intriganti e li ripubblicheremo organicamente. Non è previsto alcun premio: divertirsi è la più appagante delle gratificazioni (o no?). Saranno "visibili" in questo blog e sulla mia page di Facebook. La condivisione nelle bacheche di chi possiede il profilo Fb potrebbe sortire un effervescente effetto domino. Vogliamo cominciare?

lunedì 27 giugno 2011

L'angelo che passa


Il cantautore cantava il suo pezzo più bello e sul più bello un angelo apparve e la musica diventò celestiale. Un racconto visionario, breve o lungo, fate voi.

venerdì 24 giugno 2011

Era un bistrot come tanti


Era un bistrot come tanti a Parigi. Ma quel giorno accadde qualcosa di strano, eccitante, incredibile in quella brasserie da cartolina, nei pressi di rue Saint Louis En L'Ile...
La performance letteraria richiesta trae spunto da questa immagine, che è un acrilico del 2004, primo dei quadri del diario parigino che la galleria londinese piazzò immediatamente...

martedì 21 giugno 2011

Segni d'acqua


Realizzato una decina d'anni fa, reca un titolo che risulta criptico anche per me (sic!): Segni d'acqua. Non ricordo più il motivo di questa scelta stravagante. Un buon pretesto (buono? chissà?) per scriverci a corredo un racconto o qualcosa che rinfreschi l'aria. Che ne dite?

Ancestrale


L'aggressione è un acrilico che risale al 2004, anno in cui chiesi a 10 artisti (scrittori, registi, drammaturghi, italianisti) di illustrare con le parole dieci immagini che proponevo loro per la realizzazione del progetto "Scorci e squarci". L'esito fu felice e oltre ad una mostra itinerante (Palermo, Scicli, Londra), la casa editrice Duepunti realizzò un piccolo libretto: un autentico gioello, il numero zero di una intensa e prestigiosa produzione che presto avrebbe conquistato lettori e librerie. Mi piacerebbe se anche voi, inesauribili scrittori, scriveste un racconto (al solito, breve o lungo non conta), una poesia, un testo che con le parole illustri quello che NON vediamo tra le pennellate del quadro.

sabato 18 giugno 2011

Madonna dei baci furtivi


Il racconto che scriverete, se ne avrete voglia, trarrà spunto da questo acrilico su tela realizzato nel 2007, Madonna dei baci furtivi, collezione privata, Donnalucata. Esposto a Milano e a Scicli all'interno della serie delle Madonne on the road. Racconti brevi o lunghi, componimenti poetici: non ci sono limiti. E' l'eros, bellezze, e voi non potete farci niente: se non prenderne atto, magari scrivendo un altro lirico testo.

giovedì 16 giugno 2011

Lei mangiava da sola


Provate a scrivere un racconto (breve o lungo, fate voi tranquillamente). Un bel racconto estivo che si ispiri a questa immagine: una lei che al tavolino mangia da sola. Ma sono almeno tre a guardarla, a scrutarla, a desiderarla...
(E' un acrilico su tela del 2004, "Fontaine Sully", collezione privata, Donnalucata).

martedì 24 maggio 2011

I racconti della gelosia


Racconti brevi, brevissimi o lunghi quanto un romanzo: provate a scrivere della gelosia e dei suoi morsi. Quella volta che l'oggetto del desiderio di Marco era tra le braccia di quell'idiota biondo, occhi azzurri, forte e muscoloso...

domenica 8 maggio 2011

Racconti melodrammatici


Il melodramma: è questo il tema da trattare nei vostri racconti, brevi o lunghi che siano. Il melodramma sontuoso delle opere liriche, quello appiccicoso delle soap televisive, quello lacrimevole dei romanzi di Liala, quello inarrivabile di Eastwood, quello ironico e coloratissimo di Almodovar, quello ironico e disincantato di Woody Allen. Oppure un melodramma nuovo, tutto vostro, originale, anticonformista e...

lunedì 25 aprile 2011

Scrivete la passione


Dieci, venti o mille righe: ma scrivete la passione. Da quella amorosa a quella per l'arte, per la vita. Nel post di prima dicevo delle diffcicoltà che incontro oggigiorno nel leggere un romanzo che mi dia emozioni ed energie. Fatelo voi, sono sicuro che ci riuscirete! Usate questo disegno se pensate possa servire a darvi lo start.

giovedì 23 dicembre 2010

Lo strano Natale di Nino


Racconto di Salvatore Iannizzotto
Illustrato da Gianni Allegra

Nino si lamentava doverosamente per dover restare a Trieste per Natale, indagini in corso era la scusa; in effetti di andare in Sicilia per una settimana, di scendere tutta la penisola, trovare gente in festa per contratto, vecchi amici che come lui tornano per una settimana a celebrare il rito di un natale per poi riintrupparsi nel viaggio di ritorno, non aveva nessuna voglia.
I pochi rimasti giù ti baciavano sulle guance e sembravano voler dire, ma proprio a Natale vieni? Abbiamo famiglia, adesso non c’è tempo per litigare sui ricordi, troppi impegni, torna in agosto.
Un natale a Trieste in mezzo alla bora che già soffiava spazzando anche le nuvole; sul molo Audace era difficile tenersi in piedi, le piccole onde veloci si frangevano sul molo e ogni tanto arrivava qualche schizzo, i guanti spessi proteggevano le mani, un grado in meno ogni dieci kilometri orari di vento, almeno sette gradi in meno, pensava Nino ed era la vigilia.
Le rive erano quasi deserte, la gente si affollava verso il viale Duca degli Abruzzi, via XX settembre, insomma dove c’erano i negozi per le ultime spese, nei bar e nelle osmizze, ma le rive, spazzate dalla bora, vedevano oltre a Nino solo qualche passante frettoloso che aveva lasciato la macchina ai silos o era passato dal botteghino della sala Tripcovich.
Nino si avviò verso casa, erano le sei, era già buio, si fermò sotto casa al caffè Saccà, di fronte al mandracchio, quello che ai turisti viene indicato come canal grande, sedette 10 minuti a un tavolo, il tempo di un caffè, poi scambiata qualche battuta col cameriere croato e visto che non si vedeva un’altra faccia amica salì al suo mansardino che era nello stesso edificio del caffè, tre piani più in alto.
Certo non si prospettava un natale animato, tutti in famiglia, Giusy, che le aveva fatto il filo, ma che ormai aveva salpato per altri lidi, l’aveva invitato a casa sua con padre, madre, compagno e amici vari, ma lui si era schermito, voleva provare l’esperienza di un natale da solo, di fatto non voleva imporre all’ispettore la presenza del commissario, avrebbero finito per parlare di lavoro; di Sara neanche a parlarne, figlia, marito, il parentado muggesano, non lo avrebbe mai invitato e, in quei giorni, ne era sicuro, non pensava certo a lui.
Una bella bevuta con degli amici, impossibile, tutti a casa a celebrare il mondo degli affetti veri o presunti; si, alcuni lo avevano invitato sapendolo solo, ma lui, con una strizzata d’occhio, aveva declinato l’invito, loro immaginando piacevoli convegni non avevano insistito e invece era solo, lo aveva voluto, ma adesso, trovandosi nella casa vuota, con i suoi libri,le sue carte, la sua musica, pensava come sarebbe stato fra 20 anni, e la cosa gli procurava un piccolo spasmo al petto.
Basta! Un pizzico di malinconia, bisogna godersela, condividerla sarebbe meglio. Più tardi la musica di un De André, due dita di brandy che la mano scaldava nel bicchiere come la musica scaldava i versi di Spoon river, il telefono che suona. La dottoressa Sparti, una donna che trasudava sicurezza ed equilibrio, per natale? Problemi con qualche cadavere, aveva scoperto qualcosa, no, non le aveva mai telefonato per questioni d’ufficio, era lui che telefonava e insisteva per sapere qualcosa di più, per farla sbilanciare oltre il referto.
Invece niente di tutto questo, soltanto auguri, si vergogna per non averci pensato anche lui; parlare al telefono, è sola anche lei, che non la capisse male, alla fine si capirono, unire le loro solitudini in una serata in cui gli altri erano impegnati, parlare un po’, ascoltare musica spiluccare qualcosa insieme.
Nino fece miracoli ai fornelli con quel che aveva, nulla di natalizio, ma una scheggia di tartufo in una pezzuola bagnata dentro un vasetto di vetro, del pane raffermo scaldato al grill, una bottiglia di morellino di Scansano, un’insalata di pomodori e scalogno, olio d’oliva qualche uovo un po’ di riso, delle arance. Al panettone ci pensò la Sparti due candele sul tavolo, niente addobbi. Parlarono di tutto e di niente, furono attenti a non turbare la vicinanza delle loro anime con quella dei corpi, che non era esclusa, ma ad entrambi non sembrò il momento; in sottofondo i versi cantati di Spoon river sottolineavano quello strano Natale.”

martedì 21 dicembre 2010

Il caffè letterario- L'amour fou


Un racconto di trenta righe o anche un paio per raccontare l'amore che strappa i capelli e mangia il cuore. Oppure, come cantava il poeta, quello finito che ormai è solo svogliata carezza.

sabato 18 dicembre 2010

Il caffè letterario - Thanatos


Dici Eros e per riflesso condizionato pensi, toccando ferro, a Thanatos. Nella dicotomia tra il desiderio che si accende e quello che si estingue, attendo numerosi racconti densi da voi orditi in questi giorni prefestivi. Non andrei oltre le trenta righe per motivi tecnici e logici. Fate un dispetto a Thanatos e parlatene elogiando Eros. Oppure fate come meglio credete!

martedì 14 dicembre 2010

Il caffè letterario - Eros


L'argomento è delicato. Per non tediarvi dico solo che secondo me l'eros sta al porno come la preparazione meticolosa e amorevole di una prelibatezza sta alla masticazione rumorosa del cibo a bocca spalancata. Vi chiedo un racconto, magari breve, o andate anche sulle trenta righe, se vi va. Prendete spunto dal mio disegno o trattate svincolati dall'input visivo: purchè sia eros.

domenica 12 dicembre 2010

Il caffè letterario - Archimede


Archimede tenta di fermare il soldato che cerca di uccidere Archimede. Sullo sfondo alcuni ragazzi osservano la scena disperati e orripilati. Uno, invece, ignaro, utilizza già gli insegnamenti del Maestro. Un vostro racconto, magari non lunghissimo: diciamo non oltre trenta righe?

mercoledì 8 dicembre 2010

Io disegno e voi scrivete (3)


Attendo trepidante una terza gragnuola di racconti: state andando a meraviglia. Il vostro entusiasmo è una delle ragioni (tra le principali) del perché di questo piccolo e colorato blog. Tenete allenata la mente, non mollate la presa, scrivete in tanti e a più non posso: altre novità in arrivo... I ritardatari non si preoccupino: sono post senza scadenza e molto pazienti, scrivete appena lo desiderate, con calma e determinazione. Buon lavoro!

Aggiornamento: O io sono stato poco chiaro (è assai probabile) o voi non avete più voglia di scrivere (poco credibile), ma con questo disegno speravo foste in tanti a dare un contributo letterario... Vi arrendete? Non ci credo.

venerdì 3 dicembre 2010

Io disegno e voi scrivete (2)


L'esperimento della scrittura creativa a più mani, o come amo definirla io, "multipla", ha visto il ritorno degli aficionados del genere (purtroppo constato anche qualche defezione, che spero solo momentanea) e l'arrivo di nuove brillanti e frizzanti penne. Me ne compiaccio enormemente. Tuffatevi senza indugi in questo secondo pretesto illustrativo che evoca decisamente un'atmosfera torbido-noir: superfluo dirvi che mi aspetto un'altra grande abbuffata di belle ed intriganti storie. Decidete voi se operare in solitudine o se attendere lo spunto altrui per poi agganciarvi... Formato: il solito. Una ventina di righe, ma non tassative. Chi desidera scrivere all'interno del post di prima (e non lo avesse ancora fatto) naturalmente è libero di farlo come e quando vuole. Nessuna scadenza. A proposito, presto, invece, parlerò di tempi contingentati, di competizione, di ... Ma per adesso fate finta di non aver letto nulla.

giovedì 2 dicembre 2010

Io disegno e voi scrivete


Si ricomincia, ragazzi (se lo desiderate). Da un mio spunto grafico (in questo caso un'illustrazione di quattro anni fa) i vostri racconti, belli e densi come sempre (ci conto moltissimo). Formato: tenetevi stretti, diciamo intorno alle 20 righe, in modo da poter rilanciare con una seconda puntata. E magari una terza, chissà. Seguite un vostro filo o agganciatevi al racconto di un collega che vi ha preceduto. Insomma, se vi va, divertitevi!

martedì 30 marzo 2010

Una foto, molti racconti


Torna un artista della fotografia, Paolo Beccari.
Chi se la sente di scrivere un racconto da cucire addosso a questa sua foto molto intrigante?
Forza, non siate timidi!

mercoledì 24 marzo 2010

Thriller


Per gli scrittori indefessi che hanno già ultimato la fiaba preistorica, ma anche per chi salta da un genere all'altro. Per chiunque desideri immergersi in una strana atmosfera noir di complice sensualità... Racconti brevi, lunghi, lasciati a metà e poi ripresi: fate voi.