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sabato 15 giugno 2013

Un memorabile Edipo Re

L'Edipo Re adattato e diretto da Daniele Salvo è imperdibile. Con questa tragedia perfetta (la tragedia delle tragedie) Sofocle costruisce una macchina drammaturgica formidabile: la guida di Salvo è audace ma sicura, non sbanda mai e non rischia il testacoda pur procedendo con un'andatura tutt'altro che prudente. Daniele Pecci è un Edipo convincente e sicuro, efficacissimo con acuti di bravura che appartengono all'attore consumato: ma è giovane e altre soddisfazioni lo attendono già. Giocasta è una splendida, tormentata Laura Marinoni, bella e sensuale, Tiresia è un grande Ugo Pagliai, ieratico e imponente, il coro è un coacervo di attori, bravissimi e armoniosi: è il valore aggiunto di questa riuscitissima e memorabile trasposizione. Il mood dark conferisce alla tragedia una cupezza post-moderna che la rende classica ma non didascalica. Costumi, luci, musiche e voci off fanno virare la tragedia verso suggestioni multimediali: echeggiano cinema, immagini tipiche dei più moderni graphic novel, musical e anche un che di opera lirica. Il finale, fortissimo fino a lasciarti senza fiato, spinge fino al melodramma ma non cadendo nella trappola del lacrimevole, restando nell'arduo e mirabile equilibrio della commozione. Se la tragedia di Edipo fornì a Freud i rudimenti per costruire il pilastro della psicoanalisi, in questo adattamento, il grande pensatore di Vienna restituisce per tramite di un regista ispiratissimo, i tormenti e il senso di colpa di un uomo che preferirà espiare le sue colpe insostenibili perdendo la luce degli occhi.

martedì 12 febbraio 2013

Disegnare per l'Atelier dei 200

Ecco una parte dei disegni preparatori che hanno preceduto la realizzazione dell'affiche definitiva per l'Atelier dei 200 a Palermo (di cui abbiamo già detto e di cui parleremo ancora prossimamente).

sabato 9 febbraio 2013

Atelier dei 200 a Palermo

Città di Palermo / Assessorato alla Cultura Unione dei Teatri d’Europa /Teatro Garibaldi di Palermo di Palermo alla Kalsa Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa 11/12 Marzo 2013 (Spazio da definire) Atelier dei 200 Atelier dei 1000 Essere i nuovi mille di garibaldina memoria, ma sul palcoscenico di 5 Teatri Europei, è il progetto che propone l’Associazione Teatro Garibaldi di Palermo alla Kalsa, sotto l’egida dell’Unione dei Teatri d’Europa. Georges Lavaudant, Patrick Sommier, Francesco Agnello,Armando Punzo dirigeranno la parte siciliana di questo progetto, che sta incontrando un enorme successo nei teatri che lo ospitano. Quattro registi faranno lavorare 200 appassionati di teatro su testi musica o gesti che risveglino la sensibilità individuale e collettiva, facendo nascere, a volte, forme mozzafiato. 200 persone che liberano in scena un’energia difficilmente riscontrabile in Teatro. Quando si condivide un palcoscenico in 200, succede per forza qualcosa. E’ dal numero che viene l’energia. 200 è il coro antico, è una specie di massa critica da dove sono nati il caos e l’armonia. Cambia ruolo. Lascia il tuo posto e sali sul palco. Niente può essere più esaltante che prendere parte a questa esperienza collettiva follemente smisurata. Questa appropriazione della pratica teatrale ,aperta a tutti ,si terrà l’ 11 e 12 Marzo 2013 a cura Teatro Garibaldi di Palermo, con la collaborazione dell’Unione dei Teatri d’Europa, in uno spazio in via di definizione. Giovani e meno giovani, abbonati o no, vicini o no al teatro, studenti, appassionati o curiosi ... tutti,sono invitati a prendere possesso del palcoscenico per un atelier con 200 persone. Sì avete letto bene: 200 persone sulla scena. I registi si alterneranno in interventi di 2 ore ciascuno nell’arco di due giorni, mentre i 200 selezionati preparati con l’invio dei materiali prescelti dai registi, saranno protagonisti di tutti gli atelier. Un ruolo di primo piano per i partecipanti, rigorosamente non professionisti, come componente essenziale di un coro. 25 partecipanti al progetto siciliano saranno invitati all’edizione Europea dell’Atelier dei 1000 che si svolgerà a Parigi nel 2014. Sono in corso contatti con un grande cineasta per filmare l’ensemble degli ateliers e per una grande notte d’estate con 1000 protagonisti da tutta Europa. Tutti i partecipanti saranno informati e selezionati via mail. E’ richiesta la presenza su entrambi i giorni. ATTENZIONE: L’Atelier dei 200 è dedicato agli spettatori, non è un provino, non rientra in un piano formativo e non costituisce alcun titolo. Iscrizione Atelier dei 200 Registi: Georges Lavaudant Patrick Sommier Armando Punzo Francesco Agnello Prima edizione- 11/12 Marzo : data limite d’iscrizione 5 marzo 2013 Cognome : * Nome : * Data di nascita: * Indirizzo: * Codice postale : * Città : * Telefono : Indirizzo mail : * Esperienze Teatrali: * Amatore Professionista Nessuna Durata della vostra esperienza: * In quale contesto : * Scuole di Teatro Associazione Scuole/ Università Altro Nessuno Alimentazione: * Normale Vegetariana Altro Lunedì 11 Marzo dalle 11 alle 20 / Martedì 12 Marzo dalle 14 alle 20 Una quota di partecipazione di 40/90 * € vi sarà richiesta per l’iscrizione, i materiali e per l’eventuale partecipazione collettiva al pranzo e alla cena di sabato pomeriggio e domenica sera. *Atelier 40 € più un pranzo e una cena 90 € La cucina sarà curata dallo chef Gaetano Sampino dell’Enoteca Butticè Altre informazioni, materiali, foto, video su: www.union-theatres-europe.eu

martedì 29 giugno 2010

Elisabetta-Fedra


"Fedra" (Ippolito portatore di corona) di Euripide, nella traduzione rigorosissima e filologica di Edoardo Sanguineti, non è una tragedia di tutto riposo: per definizione le tragedie sono oltremodo impegnative. Accanto a me, a sinistra mia moglie quasi in apnea (come me, per non perdere una parola, un sussulto, un alito), a destra invece una brunetta occhialuta che è arrivata a sbuffare e a dire "Che palle!". L'ho odiata quanto basta, in silenzio. "Fedra" tesa, affilatissima ed anche ostica: al punto che gli spettatori eterogenei del Teatro Greco non sospettavano prima di pagare il biglietto. Poi, un discreto passaparola, ha fatto sì che la vulgata fosse in definitiva la dicotomia di giudizio: bella Aiace, difficile (ma si sprecano gli eufemismi) Fedra. Io ho assistito ad entrambe. Aiace è stata lava pura-incandescente fuoiruscita dal talento di Maurizio Donandoni, Fedra è stata il trionfo sofisticato e molto sofferto di Elisabetta Pozzi. L'Eros malato (sempre per i capricci dei dispettosi demoni: gli dei secondo il grande Sanguineti) che cede il posto a Thanatos attraverso tutte le parole che il poeta di recente scomparso ha raccolto come sassi, talvolta come macigni. L'amore e i sensi cristallizzati nella roccia. Una roccia dura, intrisa di sentimenti da osservare e talvolta da decriptare. La Pozzi, secondo me (ma sono in buonissima compagnia in questo giudizio) è la più grande attrice teatrale in Italia. Almovodar, il grande regista spagnolo, l'ha chiamata per il suo film: sarà una madre. Brava, Elisabetta, bravissima!

domenica 20 giugno 2010

Aiace


L'Aiace interpretato da Maurizio Donadoni è una furia selvaggia, un vulcano che esplode, un oceano in tempesta, una diga che rompe gli argini. Aiace perde il senno e trova la lucida follia per ribellarsi ai "dispetti" degli dei. L'uomo che per riconquistare l'onore perduto preferisce perdere la vita. Aiace era secondo solo ad Achille. Donadoni-Aiace non è secondo a nessuno.
Foto di Roberto Cibella

martedì 8 dicembre 2009

Omaggio a Emma Dante


Nel 2004 realizzai un progetto pittorico-letterario con la complicità di dieci artisti di area palermitana, "Scorci e squarci". Tra gli scrittori, registi, storici e saggisti che avevano sposato la mia idea (di cui parlerò più diffusamente in un altro momento) c'era anche la drammaturga più in vista del momento, Emma Dante. Un'artista geniale, originale, innovativa che il mondo ci invidia. Il mondo la celebra, Palermo (la sua città) la ignora.
Ecco il breve testo che Emma ha scritto per "illustrare" uno dei miei dieci acrilici su tela di "Scorci e squarci" (edizioni :duepunti, Palermo).

Adamo ed Eva godono di ottima salute e di una vita agiata.
In gioventù avevano mangiato il frutto dell'albero della conoscenza, nonostante Dio gli avesse detto: "Non lo mangiate, anzi non toccatelo nemmeno, altrimenti morirete!"
Ma Adamo ed Eva sono vivi e vegeti. Hanno un bell'appartamento in centro con il soffitto a cassettoni, il parquet e il riscaldamento autonomo. Tutto sarebbe perfetto nella loro vita se non ci fosse, ogni sera, il problema delal scelta dei programmi in tv... Adamo, un uomo di argilla secca sulla sessantina, ama i talk show: Eva no. Tutte le sere Eva lo abbraccia e, pressando con forza il suo seno contro l'unica costola che ha, gli sussurra all'orecchio: "Fango! Sei un fango, sempre tu devi vincere col telecomando, se non mi fai vedere le veline ti ammazzo!"
Adamo geme, la bacia e le soffia dentro il suo spirito.
Dopo qualche secondo Eva ama i talk show.