Visualizzazione post con etichetta Concorso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Concorso. Mostra tutti i post

venerdì 25 marzo 2011

L'OpenBook raccontato da Franco Borghi



Ecco l'intervista di Claudia Nobile per Csn 7 News a Franco Borghi a proposito della prima edizione dell'OpenBook

Si è concluso il 28 febbraio 2011 il Concorso di scrittura creativa on line e non (http://gianniallegra.blogspot.com). Il titolo della prima edizione “Il Sole e le nuvole. Open Book” è stato suggerito da Franco Borghi, organizzatore di eventi culturali.
Franco Borghi, come è nata questa iniziativa?
L'idea nasce quasi per caso all'interno di "Buy a Comic", un progetto basato sul sold-out, cioè si prenotano on line volumi a fumetti inediti o non più reperibili sul mercato e una volta raggiunto il numero minimo di adesioni, tramite il passaparola e i social network, si passa alla stampa.
Commentavo con Gianni Allegra le bellissime mini storie pubblicate dai frequentatori del suo blog (http://gianniallegra.blogspot.com) sollecitati ad illustrare i suoi disegni con un breve racconto. Sull'onda dell'entusiasmo propongo a Gianni di lanciare un concorso per una mini Detective Story composta da 7 capitoli ispirati a 7 immagini. L'idea è di stampare la sequenza delle immagini su 6 tazzine da caffè e l'immagine finale su una tazza da cappuccino, creando un kit al quale allegare un mini libro illustrato, con la storia vincitrice. A quel punto "OPENBOOK" viene lanciato tramite la rete.
Perché avete scelto questo titolo?
OPENBOOK ci è sembrato il nome giusto per un progetto che si sviluppa come un libro aperto su carta, tazzine, t-shirt e web e che si è concretizzato come " prima edizione del concorso letterario di scrittura creativa in rete"
Da chi è stata organizzata?
L'organizzazione è stata curata da Gianni Allegra, che ha messo a disposizione il suo blog, e dal sottoscritto tramite l'associazione culturale Circolo Vitasana, Segnali di Fumetto, Buy a Comic e con la sponsorizzazione tecnica di TorrePali webcafè.
Chi è il vincitore di questo primo Concorso?
La giuria ( composta da me, Antonello Incagnone (artista multimediale), Maurizio Clausi (grafico, webmaster), Nico Blunda (sceneggiatore), Ro Marcenaro (illustratore, cartoonist), e Sergio Tisselli (illustratore, disegnatore fumettista) della prima Edizione di OpenBook ha raggiunto il verdetto e ha decretato che la Detective Story vincitrice è quella scritta da Eliana Eluz Polizzi.
C’è un premio per loro?
Il premio per ELUZ è il kit di tazzine illustrate con la Detective Story con relativo volumetto contenente la storia vincitrice.
Si ritiene soddisfatto dell’esito di questa prima edizione?
Sia Gianni che io siamo molto soddisfatti del risultato. Abbiamo registrato una partecipazione carica di entusiasmo ad una gara dal sapore prettamente giocoso. Le tazzine ci sembrano molto carine e presto saranno anche disponibili per chi volesse acquistarle. Tutte e informazioni possono essere reperite sul blog.
Quali le prossime iniziative?
Ci piace l'idea di ripetere l'iniziativa coinvolgendo altri artisti e ampliando le sezioni del concorso alle t-shirt senza dimenticare la carta e ovviamente il web. Puntiamo alla seconda edizione del "Premio letterario di scrittura creativa sul web" allargando il campo dei partecipanti e, se troveremo un partner istituzionale, all'individuazione di una location per la fase della premiazione. Ma tutto è ancora in fase di elaborazione e si svolgerà nel 2012.
Nel frattempo stiamo lavorando alla selezione del primo volume da stampare con il progetto Buy a Comic.

Franco Borghi. Da sempre appassionato di fumetti, nella metà degli anni 90 crea, insieme a Nico Blunda e a Pippo Pizzo, la rivista Segnali di Fumetto che negli anni successivi diventerà il logo di una serie di eventi fumettistici che hanno visto fra gli ospiti Gianni Allegra, Silver, Ro Marcenaro, Sergio Tisselli, Guido De Maria, Lucio Filippucci, Alessandro Bocci, Fabio Bartolini, Claudio Stassi, Giuseppe Franzella, Gino Strada e Teresa Sarti di Emergency. Nel settembre 2008 esordisce come sceneggiatore di una tavola disegnata da Sergio Tisselli sulla rivista Mono. Con testi e disegni di Gianni Allegra, per le edizioni Vitasana, realizza il volume "Poveri ma Brutti - satira e fumetti scorretti. Al momento è impegnato a realizzare il progetto Buy a Comic per opere a fumetti che non trovano editori coraggiosi o fondi per essere pubblicate. Con l'artista e amico Gianni Allegra ha lanciato OPENBOOK, la prima edizione del concorso letterario di scrittura creativa in rete.

martedì 15 marzo 2011

Che Bello, tornano i Poveri ma Brutti!


In attesa che le preziose tazzine vengano sfornate e sei di esse (più la tazza da cappuccino)date in premio alla nostra Eluz, i partecipanti della prima edizione dell'OpenBook, autori di otto fantastiche detective stories, riceveranno un premio-libro di satira e fumetti, "Poveri ma brutti", che appartiene al passato quasi remoto (1998). Edito da Vitasana di Franco Borghi, è il frutto della collaborazione (e dell'amicizia) tra me e il creatore del Buy a Comic e del TorrePali Web Cafè. Raccoglie un nutrito numero di tavole a colori che realizzai nella seconda metà degli anni Novanta. Il colore spingeva per diventare pittura e la satira era una cifra che mi stava troppo stretta... E questo lavoro è la sintesi delle istanze appassionate e turbolente che si agitavano in me.
Chi fosse interessato ad avere copia di "Poveri ma brutti" può rivolgersi a buyacomic@gmail.com oppure a perfiles@inwind.it.
I fortunati partecipanti della prima edizione facciano la medesima cosa e forniscano il proprio indirizzo civico.

venerdì 11 marzo 2011

Salvatore Story


Si conclude con la detective story di Salvatore la pubblicazione dei racconti che hanno partecipato alla prima edizione dell'OpenBook

- Dai Federica, che ci guardano - Come sei noioso! Un bancario non può avere una donna che lo coccola? - si, ma è meglio non farlo vedere, sai l’invidia è una brutta bestia, guarda come sbava il direttore, sono sicuro, me la farà pagare.

- Lo so, lo so, è un numero immaginario - Bene Giovanni, e che cos’è un numero
immaginario?

(miseria, mi ha fregato, però che tette!), è un numero che non finisce mai? - In un certo senso, è un numero che non definisce mai una quantità, un numero seguito da una serie infinita di decimali, comunque un bravo alunno o mi guarda negli occhi o si guarda i piedi, smettila di guardarmi il seno.-

Lisa leggendo Lady Chatterly - Decisamente interessante, mi aveva coinvolto di più a 14 anni, allora pensavo che gli uomini fossero come il guardiacaccia, adesso dopo trent’anni devo ammettere di non averne conosciuto nessuno, sospetto però che tutti gli uomini pensino di esserlo.-

- Si ma tu pensi di essere Lady Chatterly? Ci vuole una donna così per risvegliare il guardiacaccia, inoltre ci vuole tempo per raccogliere fiori di campo, intrecciarli fra i peli del sesso e tutto il resto, ci vuole una donna che non ti guarda con occhi che sembrano dire - che sta a fare sto coglione -

- Allora guardami adesso, dove sono i tuoi fiori? Quanto ci metterai a toglierti almeno la cravatta, mister perfettino e saresti il mio amante? Sai che ti dico? E’ meglio mio marito!-

- Dai papà, non esagerare, addirittura la pistola, e poi a chi spareresti a mamma o a Guido? E per cosa poi, per una scopatina, una vacanza, o perché non hai trovato il pranzo, le camice stirate o perché non sopporti che qualcuno
possa darti del cornuto.-

Salvatore Iannizzotto

mercoledì 9 marzo 2011

Lorelover Story


La detective story di Lorelover


1- Philippe aveva tutto: fascino, successo, energia, carisma, astuzia.
Sì, era proprio una volpe astuta, La Volpe di Francia. Così lo chiamavano in Italia, nei sobborghi milanesi. Lui chiedeva, chiedeva sempre tutta te stessa. Sapeva lusingarti, manipolarti, finché un giorno...un giorno qualcuno si ribella. Lola era pura, sognatrice. Sin da bambina sognava un uomo che le insegnasse tutto, la portasse lontano per scoprire mondi nuovi, ma soprattutto che l'aiutasse a scoprire se stessa. Lei era sicura, era Lui l'uomo che aspettava da sempre. Le sembrava di conoscerlo da sempre, non aveva bisogno di sapere nulla del suo passato, del suo presente. Adesso c'era lei. Lola avrebbe ricambiato il suo amore, mostrandogli che il cinismo è dolore e può fare male, un male da morire...

2- Philippe ormai era diverso, stava cambiando per lei. Aveva capito che forse Lola aveva ragione: lui aveva esagerato, si era creato troppi nemici. Ormai viveva guardandosi le spalle, non si fidava mai di nessuno e non c'era un uomo sulla terra che conoscesse la sua storia. Solo a Lola era permesso di entrare nel suo mondo, solo lei aveva le chiavi del suo scrigno. E questo Philippe lo aveva capito... era giunto il momento di dirle che l'amava!

3- Phil le dedica una poesia, ormai è sicuro che Lola sarà la madre dei suoi figli, la sua donna. Ha deciso, perciò, di rivelarle l'ultimo segreto, quello che non ha mai avuto il coraggio di rivelare neppure a se stesso. La loro unione doveva essere libera da qualsiasi ombra. Ed è tra le righe delle sue rime che le rivela la sua vera identità. Lola legge e rilegge. E' commossa,stupita, piange di gioia ma ha un presentimento che la turba...c'è qualcosa che emerge dal foglio. Si schiariscono le parole, le frasi si scompongono...

4- PHILIPPE ESISTE SOLO NELLA TUA TESTA. PHILIPPE OLC. E' MORTO PIU' DI TRENT'ANNI FA! ERA UNA SPIA CANADESE INVIATA IN EUROPA DAL SUO GOVERNO PER SMONTARE UN AFFARE DI MILIONI DI DOLLARI E POI COINVOLTA IN UN BRUTTO AFFARE CON STORIE DI PUTTANE, A MONTECARLO. IO NON ESISTO,LOLA!PERDONAMI...
Lola è basita, annientata scappa via piangendo. Una donna, da lontano la osserva, finge di leggere e poi se ne va, soddisfatta. Lola è cascata nel suo tranello.
Non ci resta che aspettare la prossima mossa di Philippe. Questa volta, fallire vuol dire morire.

5- Laurent ormai è coinvolto fino al collo. Non voleva, ma Marianne, la ex moglie di Philippe l'aveva pagato molto bene. Insieme hanno organizzato tutto: la doppia lettera falsa, una per Phil e l'altra per Lola. Anche lui, Laurent, era innamorato di Lola, ma non l'avrebbe mai avuta con lui ancora tra i piedi... Adesso però non ci crede, realizza di avere spezzato il sogno di due persone che si amano. "Che ho fatto?... Forse sono ancora in tempo per recuperare. Ma dov'è Marianne? Quella pazza a quest'ora avrà assoldato un killer per vendicarsi di lui".. Ormai di Lola si era sbarazzata... lei, Philippe, una spia?? Stava impazzendo!

6- Lola vaga nuda per le vie di Nizza. Tiene ancora quel libro in mano. In mezzo c'è la lettera. Nessuno sa cosa c'è scritto, cosa la rende folle... "Phil t'es ou'? t'es ou'!!! Mi hai mentito ancora. Adesso non te lo permetterò più, non potrai più farmi
male. PHILIPPE!!!!!!!! Mi senti!!!! Du passé je m'en fout, je ferais ma vie. Tu
en fait plus partie. Laisse moi tranquille!

7- - Philippe?
- Oui,c'est moi. C'est qui là?
- Ratarattttarattatarratrrrra!
Phil cade a terra pieno di pallottole in corpo, mitragliato come un condannato davanti al suo boia. C'è silenzio intorno, buio, solo un lago di sangue illuminato da un fascio di luce di un lampione, emerge dall'oscurità di quella stradina gelida. Nella stessa stradina aveva incontrato lei, Lola. Non saprà mai perché, non saprà mai che anche Lola è morta, una morte peggiore della sua la follia. Marianne non sarà mai felice e Laurent sarà perso nel rimorso. Forse adesso P&L staranno finalmente insieme, in un mondo senza odio. Adesso anche Lola è un fantasma.

Loredana Lorelover Lo Verde

martedì 8 marzo 2011

Badit Story


La detective story di Badit.

1 Mara e Manuel
Mara guardava Manuel in silenzio e pensava che sarebbe stata per sempre grata alla sua amica Iris. Era stata lei, il "Vulcano Iris", che l'aveva convinta ad iscriversi al corso di tango. Lì aveva iniziato a muovere i primi incerti passi di danza con Manuel. Pensò ai libri, altra sua grande passione e ripeté, senza accorgersene, una frase di Henry Miller "Ciò che non è sulla strada è falso, derivato, vale a dire letteratura".

2 Mario il poeta
In paese, Mario il poeta, era ormai una istituzione. La performance serale era stata inserita nei depliant turistici. Ma questo, come tutti dicevano, non avrebbe cambiato di una virgola il "rito"di Mario. Ogni sera Mario, da più di 20 anni, prima
del tramonto, si recava al molo, incontrando spesso i pescatori di ritorno, rimaneva un po’ a guardare il mare e al ritorno, nella piazza principale, declamava la sua poesia.

3 Irene e la foto
Irene si lasciò cadere sul morbido divano, stanca ma soddisfatta. La nuova casa era pronta,arredata come lei intendeva viverla, semplice, calda, funzionale. Guardò la grande libreria illuminata dalla luce piena del sole. Si meritava una tazza di the e una buona lettura. Lo sguardo si posò su un libro di Elias Canetti ,lo prese e vi trovò all'interno una vecchia foto di lei con il suo primo amore. Dopo qualche istante colmo di ricordi, paragoni,differenze, viaggi in tutte le dimensioni temporali, si avviò in cucina pensando che, in ogni caso, un libro ti dà sempre qualcosa.

4 La libreria
Una volta a settimana, appariva, si dirigeva al reparto dell'esoterismo e dopo qualche istante tornava alla cassa con un libro. Andava via lasciandosi dietro una lieve scia di profumo indefinito, qualcosa di simile all'incenso. Un giorno si fece attendere più del solito, decisi di andarla a cercare al reparto ma non la trovai. Era sparita. Trovai un libro poggiato per terra, lo raccolsi e lo portai via con me. Non la vidi mai più ,ma ogni volta che apro il libro mi sembra di sentire quel profumo particolare.

5 Il professore M.X
Quando non era di lezione lo si vedeva andare su e giù per i corridoi con una pila di libri e una vecchia cartella. Le sue lezioni di storia erano fantastiche, aveva la capacità di passare da un argomento ad un altro con leggerezza, passione e indubbia conoscenza.
Sapeva coinvolgere noi alunni nelle discussioni più varie . L'ultimo giorno di lezione ci disse: Nessuno vi può dare la libertà . Nessuno vi può dare l'uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela.

6 Milena e la Grecia
La Grecia, per Milena, era stata una rivelazione. Uno di quei luoghi che trasmettono la particolare sensazione di sentirsi in armonia con il cosmo. L'aveva conosciuta a seguito di un viaggio/fuga di fine storia. Nei suoi occhi era rimasto indelebile l'immobile splendore di alcuni paesini di soli due colori, azzurro e bianco. Vi era tornata per stabilirsi in una piccola isola. Leggeva i classici passeggiando nuda per la spiaggia. Sentiva di amare , non più una persona, ma il mondo intero.

7 Il contatto letale
"Se leggi 'sti giornaletti diventi scimunito".
Così il patrigno diceva al piccolo Tommaso quando lo vedeva intento a leggere i fumetti. Adesso che lo aveva trovato con dei libri era rimasto interdetto, rimuginava sospettoso. Era di un'ignoranza bestiale e se ne faceva vanto. Nella sua presunta materia grigia associava la cultura alla mancanza di virilità. Morì sbattendo il capo, dopo essere inciampato su una pila di libri.

Giovanni Badit Lo Re

lunedì 7 marzo 2011

Cinque domande a Eluz


Intervista alla vincitrice della prima edizione dell'OpenBook, Eliana Polizzi, che frequenta questo blog firmandosi Eluz.

Racconta ai nostri amici di blog chi sei, cosa fai, cosa vorresti fare e se vincere la prima edizione di OpenBook ti ha cambiato la vita...
Mi chiamo Eliana Polizzi, ho ventisei anni e vivo tra Petralia Sottana, il paese in cui sono nata ed in cui faccio diverse cose, dal teatro amatoriale ai laboratori per i bambini, e Palermo, città in cui studio per diventare insegnante. Non so dire quando ho deciso che avrei intrapreso questa strada, ma è un'idea che coltivo da tempo e che solo ultimamente sto riuscendo a concretizzare. Penso che la scuola sia, dopo la famiglia, il luogo deputato alla crescita culturale e personale di ognuno, e ritengo che gli insegnanti abbiano grosse responsabilità sulle loro spalle. Chi sceglie questa strada dovrebbe vedere la professione quasi come una “missione”.
... Certo che vincere la prima edizione di OpenBook mi ha cambiato la vita! Sto rispondendo alle domande di un giornalista, caspita!!!
La tua è una scrittura emotiva e figurativa: ho avuto modo di apprezzarla leggendo i tuoi numerosi racconti pubblicati sul Sole e Le Nuvole: le immagini ti aiutano o ti limitano? Ti rifai alla realtà, alla vita vissuta o lavori solo di fantasia?
Le immagini sono fondamentali! I miei racconti partono sempre da uno stimolo scovato altrove... Un'immagine, appunto, una melodia, una vicenda letta sul giornale, un ricordo... La realtà offre spunti incredibili per la creazione di una storia, e su quelli poi agisce la fantasia che aggiunge, taglia, modifica... “Creare” un personaggio, dargli uno spessore, e poi raccontare anche i dettagli della scena in cui si muove, è una cosa che mi piace moltissimo!
Insomma, vuoi fare la scrittrice?
Non ci ho mai pensato “seriamente”. Le storie scritte per il blog sono sempre state affrontate con lo stesso spirito con cui si affronta un gioco. Un esercizio per la fantasia ma anche per allenare la capacità di mettere “su carta “ immagini ed emozioni, provando a raccontare qualcosa.
Sono del parere che ognuno di noi abbia determinate abilità, ma bisogna lavorare per affinarle! E' necessario studiare ed impegnarsi affinché una semplice attitudine possa concretizzarsi in qualcosa di reale e duraturo. Compatisco un po' l'ingenuità di coloro che pensano di raggiungere il successo, nel lavoro o in qualunque altro campo, aggirando gli ostacoli e non facendo sacrifici...
Ora provo a metterti in imbarazzo: se non avessi vinto tu, chi avrebbe meritato le tazzine?
Fara! Il suo racconto è una vera “detective story”!!!
Prova a fare una domanda ai sette partecipanti della prima edizione dell'OpenBook (puoi personalizzarla o farla uguale per tutti).
Domanda uguale per tutti: i vostri racconti sono tutti molto belli, ritenete che la vostra scrittura sia (stata) influenzata da qualche autore che amate particolarmente?

sabato 5 marzo 2011

Fara Story


Ed ecco a voi ora la detective story di Fara

1) Ramon si lasciò baciare. Era perplesso e felice al tempo stesso.
Mai prima di allora Dolores lo aveva baciato.
Forse era merito del vestito nuovo o del cappello, chissà!
Se ne era innamorato subito di quella ragazza esile e dolce ma lei non si era mai accorta di lui, prima.
Per questo decise di fare il “corriere” per don Ambrosio Navarro Ruiz. Era facile, si viaggiava molto e si guadagnava bene.
L’unico rischio era che qualche “bolla” gli esplodesse nello stomaco. Ma i baci di Dolores valevano la candela…


2) Aveva lavorato notte e giorno per più di un mese ma finalmente era riuscito a decifrarlo quel maledetto codice!
Gonzalo era felice come un bambino la notte di Natale.
Andò verso il telefono per avvertire il capo ma poi ci ripensò. Voleva prima festeggiare con Alicia. Se la meritava una notte d'amore ed era ormai troppo tempo che non usciva con Alicia. Sì, se la meritava!


3) Che noia!! Sempre alle prese con queste intercettazioni alla ricerca di chissà quali messaggi! Di quali parole chiave.
Non ne poteva più!
Le avevano detto che era un lavoro molto eccitante, ma ormai erano sei mesi che leggeva leggeva e non trovava mai niente di …eccitante! Aveva creduto che il suo fosse un lavoro come quello di Robert Redford ne “ I tre giorni del Condor” ma la noia si accumulava giorno dopo giorno.


4) Noemi non la pensava così. Aveva preso molto sul serio quel lavoro e da quando le era stata affidata la direzione di quell’ufficio ripassava al setaccio tutte le trascrizioni che le venivano recapitate. Ora che Gonzalo le aveva portato il codice, o almeno uno dei codici , avrebbero potuto decifrare le conversazioni e carpire le informazioni contenute in quei maledetti faldoni che si accumulavano sulla sua scrivania. Ne aveva fatto una ragione di vita stanare Navarro Ruiz , l’imprendibile.


5) Noemi affidò la “chiave di lettura” a Fernando, ragazzo particolarmente solerte che stimava molto. Aveva a cuore quel lavoro e passava ore e ore di straordinario , anche non pagato, a spulciare ore e ore di trascrizioni. Si diceva che avesse avuto un familiare ucciso dagli uomini di Ruiz. Adesso finalmente avrebbe potuto sfruttare la buona volontà di Fernando e sarebbero riusciti ad incastrare Navarro Ruiz. Intercettavano da mesi e mesi i suoi scagnozzi senza alcun risultato. Ma non era fessa, diede la chiave anche alla piccola Dolores. Si fidava di lei. I due avrebbero però lavorato sulla stessa cosa senza sapere l’uno dell’altro.


6) Quando Fernando ebbe in mano la chiave di lettura, si rinchiuse nel suo piccolo ufficio. Lavorò giorno e notte , deciso a scoprire i movimenti di Ruiz. Promise a Noemi che questa volta lo avrebbero incastrato. Nessuno aveva mai visto in faccia il famoso trafficante. Finalmente presentò i suoi risultati a Noemi e immediatamente , forse troppo, la macchina si mise in moto. Bisognava preparare l’agguato a Navarro Ruiz. Pareva dai tabulati che presto sarebbe espatriato. Avevano scoperto quale locale era solito frequentare. Gli avrebbero teso un agguato.


7) La piccola Dolores intanto lavorava dal canto suo e confrontava i suoi dati con quelli di Fernando che Noemi le passava. Aveva iniziato a frequentare il giovane , timido Ramon. Fu una sera dopo aver fatto l’amore con lui e aver ascoltato le sue confidenze che fece “due + due” . C’era una spia tra di loro. Un infiltrato di Navarro. Saltò giù dal letto ancora calda delle carezze di Ramon e si precipitò al telefono.
Qualcuno, lei non sapeva chi, aveva manipolato le trascrizioni e aveva fornito false indicazioni. Ramon era stato sacrificato e indicato come l’inafferrabile Navarro Ruiz. Doveva fermarli. Intanto qualcuno dall’alto, da molto in alto, aveva dato ordine che iniziasse l’operazione Ruiz. Avrebbe mai fatto in tempo a fermarli?

Fara Misuraca

venerdì 4 marzo 2011

Irene Story


Prosegue la pubblicazione delle detective stories. E' la volta di Irene.

1) Isabel era cresciuta con una sensazione di vuoto che le stava appiccicata addosso come un vestito troppo stretto, le aveva provate tutte, Isabel, ma nessuna cosa era riuscita a farla stare bene. Quel giorno le fu tutto di una chiarezza cristallina, lei e Juan erano due gocce d'acqua, ma i sogni non crescono, e Isabel pensava di ritrovare un bambino, Juan era un uomo, ormai, ed era una favola, cappello e cravatta rossa, quant’era bello, finalmente Isabel poteva toccarlo con un bacio, Juan era vero.

2) Da troppe notti Andrea si girava e rigirava nel letto, l’idea di dover parlare in pubblico, con tanto di microfono, lo terrorizzava. Ricordava sempre quella volta in chiesa, quando il prete, lo aveva invitato a leggere un passo del vangelo, e come colpito da un terribile incantesimo, non riuscì ad emettere alcun suono.Il grande giorno c’erano proprio tutti, ma Andrea non vide nessuno, fissò il vuoto, cominciò a parlare, il caso a suo favore, il microfono ancora spento, quando lo accesero, Andrea, preso dalla foga, nemmeno se ne accorse . Da quel giorno, ad Andrea, basta sbirciare la foto della sua laurea per sentirsi un leone!!!

3) Con il vestito rosso preso con gli sconti Giovanna si sentiva un’altra, aveva deciso, da quel giorno si sarebbe chiamata solo Vanna, seno nuovo e nome nuovo. Era piacevolmente stupita di poter sfoggiare finalmente una scollatura e di sentirsi finalmente una donna. Tanta gratitudine ed un po’ di amore per il chirurgo plastico, intanto si rammaricava di aver perso il suo bigliettino da visita e continuava imperterrita a cercare il numero sull’elenco telefonico, colma di nuova energia e fantasticando su un possibile invito a cena…

4) Un libro è come un uomo, mi deve prendere, rapire, incantare subito, dalle prime parole, dalle prime frasi, stava pensando Miriam. Intanto continuava a sfogliarlo con la speranza di leggere anche più avanti una sola espressione che la coinvolgesse, che le regalasse un’emozione. Delusa alzò gli occhi e rimase come ammaliata da una tenerissima visione: un vecchietto ed un bambino si stavano avvicinando, mano nella mano, ora si erano appena seduti sulla panchina di fronte alla sua. Il nonno, con pazienza infinita, stava rispondendo a tutti gli assurdi perché del nipote, il nipote con esagerata cura stava togliendo la forfora dal bavero della giacca del nonno, con il ditino, granello dopo granello…

5) Chi offre di più??? Carlotta osservava il banditore e si sarebbe voluta trovare in qualsiasi posto tranne quello. La decisione di vendere l’unico ricordo che le rimaneva, degli antichi splendori, della sua nobile famiglia, era stata sofferta e meditata a lungo, ma non c’erano altre soluzioni per lei, se voleva mettere a tacere la sensazione di fiato sul collo che le toglieva il sonno e la fame. Il solito pokerino fatto tra amiche per ammazzare il tempo, l’aveva lentamente ed inesorabilmente fatta finire in un vortice che inghiottiva la sua volontà e le sue possibilità. Il sacrificio era grosso, per tutta la vita aveva adorato l’orologio da tasca d’oro cesellato a mano come una divinità, ma non le restava ormai più altro da vendere…

6) AIUTOOOO…stava chiedendo Mara, lanciando in aria tutto quello che le capitava tra le mani. Mentre faceva la doccia sentì rumori molto sospetti , come se qualcuno cercava di forzarle la porta, i ladri…o sicuramente LUI??? L’aveva minacciata di fargliela pagare, la stava tormentando da tempo, messaggi, mail, telefonate, il tutto fatto con un solo ed unico fine, quello di terrorizzarla. C’era riuscito benissimo, adesso Mara si sentiva sempre in pericolo, come percepiva anche il più piccolo, insignificante rumore, trasaliva. Non era più in grado di distinguere nemmeno il raschiare sulla porta del suo gatto che, dopo la solita scorrazzata sui tetti, voleva solo rientrare a casa…

7) Nino Manforte, da troppo tempo ormai , era un uomo dannato. Quella mattina, dopo che ricevette la telefonata dell’avvocato, la sua dannazione divenne pura follia. Posò la cornetta e pigliò la pistola con una velocità tale che non ci poteva essere nemmeno il tempo di fare ahi nè bai e corse, corse fuori, come una bestia inferocita. Il figlio spaventatissimo lo seguì gridandogli “papà, ti prego, ricorda solo le cose belle della mamma”, quelle parole pronunciate solo per disperazione sortirono lo stesso effetto di una formula magica e i ricordi si misero a fare nella testa di Nino “a cu arriva prima” e fu un jocu di focu: di baci, di attese, di ansie, di risate,di palpitazioni, di sguardi, di azzuffatine, pi poi fari la paci, perfino l'aria iniziò a profumare di lei, e mentre Nino respirava a pieni polmoni, la pistola gli divenne pesante...pesante un quintale, e guardandola si chiedeva perché mai l’avesse presa.

Irene Accardi

giovedì 3 marzo 2011

Pirsimona Story


Ecco la detective story di Pirsimona

1.
Carla e il detective Bonetti si frequentavano da quell'incontro di una sera piovosa al bar, durante il loro aperitivo. Carla aveva lanciato un'occhiata maliziosa a quell'uomo misterioso e impenetrabile con l'impermeabile nero e la cravatta rossa. Era stata come una sfida riuscire ad abbattere il muro di isolamento che il detective aveva innalzato tra sè e il mondo, ma Carla ci era riuscita. Lo aveva scalato quel muro, con fatica. Aveva iniziato a provocare delle crepe in quel muro, con le sue stesse dita.

2.
"Papà, papà, mi prendi in braccio e mi leggi una fiaba?"
Il piccolo Davide era talmente eccitato da non riuscire a stare fermo: continuava a saltellare davanti al detective Bonetti, che lo guardava con tenerezza. Suo figlio lo adorava e faceva di tutto per attirarne l'attenzione: quel giorno aveva persino preso dall'armadio una cravatta verde e l'aveva indossata. Come poteva rifiutare di raccontargli la sua storia preferita? Prese il bambino in braccio, apprestandosi alla lettura della fiaba anche se la sua mente era altrove…

3.
"Davide, lo sai che papà ha tanto lavoro da fare e non può leggerti la favola! ". Milena, la donna affascinante dai lunghi capelli rossi e dal grande sorriso, cercava così di distrarre il bambino che non voleva staccarsi dal padre. Non le faceva piacere dovere scandire in questo modo il poco tempo a disposizione di padre e figlio, ma questo era stato stabilito dal giudice dopo la sua separazione dal detective Bonetti e le regole andavano seguite. Davide doveva imparare ad accettarlo. In qualsiasi caso il detective non avrebbe potuto trattenersi ancora col bambino. Raramente in quegli ultimi tempi lo aveva fatto…

4.
Geraldina era seduta alla fermata del tram. Era l'ora di punta, ma nonostante la confusione doveva essere sicura che nessuno la riconoscesse: teneva un libro alzato davanti al viso, ma i suoi occhi, nascosti dietro gli occhiali scuri, non leggevano alcuna parola. Lei aveva qualcosa di più importante da portare a termine che leggere un libro: doveva tenere d'occhio quello strano detective. Non sapeva bene il perché, ma con la sua esperienza di spia intuiva che quel detective avrebbe avuto dei guai seri, visto che il boss più pericoloso della città si era preso il disturbo di tenerlo sotto controllo.

5.
"Sarai tu a portare a termine la missione, caro il mio ragioniere Poggioli!"
"Mah, capo! Io mi occupo della sua contabilità, occulto operazioni sconvenienti, riciclo capitali. Non ho mai fatto un intervento sul campo… diciamo così!"
"C'è sempre una prima volta per tutto, mio caro Poggioli. Staccati dai tuoi libri contabili e segui Fernando. Lui ti darà istruzioni più dettagliate. E non fare quella faccia, non voglio pappe molli tra i miei collaboratori! E bada a non commettere errori, potresti sparire anche tu insieme a tuoi libri contabili"…

6.
Eppure Carla era sicura che quella sera il detective Bonetti si sarebbe liberato dai suoi impegni per correre tra le sue braccia. Lui l'avrebbe trovata sul divano, nuda, intenta a leggere un libro. Carla sarebbe rimasta assorta nella sua lettura, aspettando che fosse lui a fare la prima mossa, magari stendendo la mano per farle una carezza… E invece l'alba l'aveva sorpresa ancora stesa sul divano, infreddolita, il libro scivolato sul cuscino accanto. Ma come aveva potuto dimenticare il loro appuntamento? Forse sarebbe stato meglio togliersi dalla testa quell'uomo, la loro relazione era stata solo una sua illusione

7.
Il detective Bonetti aveva rinunciato al suo appuntamento con Carla perchè Milena l'aveva chiamato, in lacrime: Davide era stato rapito da due uomini all'uscita da scuola e Milena non aveva avuto il tempo di intervenire. "Me ne occupo io", rispose Bonetti, "so chi c'è dietro e non permetterò che mio figlio paghi per dei miei vecchi conti in sospeso!". "Pensavo che fossi uscito da certi giri", lo incalzò Milena di rimando, "non ti è bastato compromettere il nostro matrimonio, adesso ci deve andare di mezzo anche nostro figlio?". In quel momento Davide era costretto a seguire due sconosciuti che non aveva mai visto ma che gli facevano tanta paura con quelle loro grosse pistole in mano.

Simona Pirsimona Patti

mercoledì 2 marzo 2011

Yorick Story


Ed ecco in modalità random le altre detective stories: cominciamo con quella scritta da Giovanni Piazza.

Primo
Non c’era altro in quel bar. Occhi, i loro. Si cercavano e escludevano ogni altro particolare. Luca pensò che la cosa più sexy del mondo, il miracolo durante il quale potresti anche morire senza perdere il sorriso, ancora superiore a un corpo bellissimo e generosamente nudo, è la visione della pupilla che si ingrandisce. Gli occhi di Marina lo lasciavano entrare tutto, escludendo la visione di tutto il resto.

Secondo
Gioia, voglia di saltare e gridare, come tanti anni prima quando si era innamorato per la prima volta, come poche altre volte (due? tre?) di cui non si ricordava più, però. Il libro era primo nella classifica delle vendite. Alessandro era felice perché non aveva tradito quello che pensava; aveva potuto dire quello che doveva dire. E perché finalmente poteva vivere da uomo libero, grazie alle sue parole.

Terzo
Marta aveva capito, finalmente. In realtà lo aveva sempre saputo quel motivo maledetto che credeva di non sapere spiegare. Poche parole nel libro di uno scrittore quasi sconosciuto. Quelle parole avevano fatto breccia, però. Marta sapeva che erano quelle giuste e che lei le avrebbe fatto germogliare. Certo, non sarebbe stato un compito facile, ma nonostante tutto non riusciva a trattenere un sorriso insistente.

Quarto
Impossibile concentrarsi. Anzi, non ne aveva affatto voglia, Annalisa. Il libro le serviva per darsi un tono, o per nascondercisi dentro. Le pagine schermavano la bocca, gli occhiali facevano il resto. Improvvisamente si espose: abbassò il libro, tirò gli occhiali verso la punta del naso. Un uomo cancellava il resto del mondo e si prendeva, mattatore assoluto, tutta la scena. Era quello il momento che aspettava da quando aveva scelto quel libro. Sperava di trovare qualcosa di fulminante nel mondo di carta (ecco perché non sapeva smettere di leggere la sera, aspettava sempre qualcosa di indimenticabile prima di abbandonarsi al sonno) invece fu la città vera a prendersi la rivincita.

Quinto
«Aspetti, ha dimenticato questo!». Il buon ragioniere Mario non poteva tollerare che qualcosa non quadrasse, nel mondo. Tutto doveva andare a posto, come costi e ricavi, dare e avere, attività e passività. Era capace di piangere per le insussistenze passive, si sentiva spiazzato da quelle attive.
Forse il tizio che si allontanava dal bar era un po’ sordo, forse aveva lasciato apposta il libro sul tavolino. Per regalarlo a qualcuno (sopravvenienza attiva non tassabile), o perché aveva finito di leggerlo (dismissione), o perché non gli era piaciuto (imputazione della quota di ammortamento). Il ragioniere Mario si lasciò attraversare da un’idea che non seppe inserire nel conto economico: quell’uomo lo aveva lasciato lì apposta per lui.

Sesto
Laura lo aveva capito, qual era la sua vera essenza. Era bella. Aveva capito, ad un tratto, anche a cosa serviva la sua bellezza. Bastava leggere pochi passaggi di quel libro, li aveva visti già in almeno venti occasioni, li aveva pure sottolineati. Però quelle righe erano esplose tutte insieme: la sua bellezza improvvisa doveva distrarre un uomo che pensava alla morte.

Settimo
Passi veloci. Veloci per non pensare a niente, non pensare neanche alla canzoncina ritmata che mi scassa la testa da stamattina. Non devo perdere quest’attimo. Ora. Io sparo, due, tre, quattro volte e lui si sgonfia ai miei piedi. Altra botta diritta al cranio e mi allontano a passi veloci, sentendo il silenzio e le mie suole che rimbombano nel cervello di quello stronzo che se ne va piano piano e prende il colore giallo della morte.
Non il rosso di quelle labbra vive.

Giovanni Yorick Piazza

martedì 1 marzo 2011

Eluz Story


Ecco la Detective Story vincitrice della prima edizione dell'OpenBook

1) Alina scese dal bus. L'aria fresca le pizzicò le gote e le solleticò il naso. Era finalmente in Italia. Aveva il cuore pieno di sogni e la valigia colma di libri. Giacomo, diretto al solito bar per il solito espresso, restò abbagliato da quella bellezza algida e un po' sfatta. Le si affiancò e chiese se poteva trovarle un albergo. Lei sapeva che avrebbe dovuto stare attenta agli sconosciuti, ma era talmente stanca che avrebbe seguito Belzebù in persona se questi le avesse promesso un letto comodo su cui riposare. Guardò Giacomo e sentì affogare tutti i timori in quello sguardo cristallino. 




2) Alina veniva da Stana de Vale, aveva studiato ma non era riuscita a trovare un lavoro che mantenesse lei e suo figlio Adrian. Così aveva preso la decisione più difficile della sua vita: lasciare il bambino ai nonni e partire in cerca di fortuna. Il giorno prima del viaggio avevano fatto una bella cena in casa e tutti avevano messo il vestito buono. Adrian aveva voluto indossare pure il cravattino verde, quello delle grandi occasioni. Prima di andare a dormire le era corso incontro chiedendole di raccontargli l'ultima fiaba. Addormentandosi le aveva detto di portare il libro con sé, per non annoiarsi durante il viaggio. 




3) Giacomo portò Alina in giro per la città e le comprò pure qualche vestito. Una mattina di sole, mentre si dirigevano al Parco cittadino, Alina disse che era arrivato il momento di trovare un lavoro. Giacomo fece finta di non sentire e pestò il pedale dell'acceleratore. Alina non capì, tentò di protestare, ma lui sibilò tra i denti:”Ci penso io a te”. Giunti al parco stese la tovaglia sul prato, si sedette, invitò Alina a fare altrettanto e iniziò a mordere voracemente il suo panino. Non troppo lontano, una donna dai capelli rosso fuoco nascondeva lo sguardo curioso dietro un libro, e li osservava. Insistentemente. 




4) “Il capo ti vuole vedere” disse una voce al telefono. Giacomo si vestì bene, si spruzzò addosso il suo profumo migliore e uscì. Il capo dell'organizzazione di cui faceva parte era Carmen, una bella donna sui quarantacinque che gestiva un giro di prostituzione pronto a soddisfare i voraci appetiti sessuali di mezza città.
“Che accidenti stai facendo con quella rumena? Perchè ti pago? Per portarla in giro e comprarle i vestiti? Vedi di metterla nell'appartamento con le altre, spiegale come deve lavorare, qual è la sua percentuale e dille di non fare troppo la schizzinosa. Domani voglio i primi guadagni. CHIARO?!” .

5) Giacomo andò a prendere Alina ed in auto le spiegò cosa avrebbe dovuto fare. Lei pianse e gridò. Lui le disse di star calma, che era un lavoro come un altro e che sarebbe sempre stato nei paraggi, nel caso in cui qualche cliente si fosse comportato male. Le disse di farlo per Adrian e le disse pure che le voleva bene... Provò a prenderle la mano ma lei la ritrasse con uno scatto violento. Al residence, le presentò Carmelo, il “portiere” che svolgeva anche la funzione di contabile. Gli occhiali sul naso, i capelli unti, le mani sudate ed una giacca blu dall'intenso odore di naftalina. Consumati i rapporti, era a lui che i clienti lasciavano il denaro. Ed era lui che si occupava delle spartizioni secondo le percentuali definite da Carmen 







6) Alina compie ogni sera i soliti gesti: chiama Carmelo il portiere contabile, gli chiede “quanti sono stasera?”, fa una doccia, apre l'armadio, cerca la lingerie più adatta, si butta sul grande letto pieno di pizzi e fronzoli e aspetta leggendo. TOC. Bussano. E' lui, un altro, l'ennesimo.-Come stai bene- dice Alina ammiccando,-Cosa vuoi fare stasera...?- Aggiunge passandosi la lingua sulle labbra. Le solite frasi. Il solito triste rito. Alina si sente la protagonista di uno squallido film, passa la notte a soddisfare i capricci altrui mentre durante il giorno resta chiusa in camera: la signora Carmen preferisce che non esca troppo, teme che possa fare qualche sciocchezza... 




7) -La dobbiamo trovare!- urla Mario brandendo la pistola come se fosse l'invincibile excalibur. -Calma calma... E posa quell'arma!- lo redarguisce Carletto. Mario e Carletto sono i due tirapiedi di Carmen. Obbediscono ad ogni sua richiesta, desiderio, ordine. Oggi il loro compito è quello di uccidere Alina, la rumena portata due mesi prima da Giacomo. E' scappata dal residence. Non si sa come abbia fatto ad eludere la sorveglianza di Carmelo il portiere e di Giacomo stesso. Forse ad aiutarla è stato proprio lui. Carmen gli ha mandato gli scagnozzi a casa. Quello ha giurato di non saperne nulla, ma quando Mario ha capito che se anche fosse stato Giacomo a tradire non avrebbe mai parlato, gli ha sparato un colpo in pieno viso.

Alina è in viaggio. Dorme. Sogna. Sente delle mani sconosciute che le frugano dentro, fino all'anima. Si sveglia madida di sudore. Si guarda attorno, capisce dov'è ed un sorriso dolcissimo le sboccia sul volto. Stringe il libro di fiabe e si riaddormenta, confusa tra sogno e realtà.

Eliana Eluz Polizzi

And the winner is...


TorrePali Web Cafè, Segnali di Fumetto, Circolo VitaSana, Buy a Comic e Franco Borghi, in collaborazione con Il Sole e Le Nuvole, hanno il piacere di comunicare che la giuria della prima Edizione di OpenBook (composta da Nico Blunda, Maurizio Clausi, Antonello Incagnone, Ro Marcenaro, Sergio Tisselli e Franco Borghi) ha raggiunto il verdetto e ha decretato che la Detective Story vincitrice è quella scritta da ELUZ!!! Si ringraziano anche con un fortissimo abbraccio gli altri scrittori che hanno animato questa giocosissima gara che vedeva in palio niente di meno che un kit di tazzine da caffè e un piccolo librino con la storia del vincitore a corredo della confezione: Badit, Fara, Irene, Lorelover, Pirsimona, Salvatore, Yorick. Eluz dovrà pazientare ancora: le cose artigianali sono belle e appassionanti ma richiedono tempo. Le tazzine (definitive) sono in lavorazione e il libretto è in fase di elaborazione. Tutti potranno avere le tazzine con pochi soldini: quando Franco Borghi sarà in grado di comunicarlo, sarete i primi a saperlo!

lunedì 21 febbraio 2011

OpenBook, prima edizione


Franco Borghi con le sue numerose filiali (Circolo Vitasana, TorrePali Web Cafè, Segnali di Fumetto e Buy A Comic) ha suggerito il titolo di questo prima edizione di scrittura creativa: OpenBook. Un libro aperto: non solo cartaceo dunque (la carta per fortuna non sarà dimenticata). Leggibile sul web (questo blog "contiene" nei suoi numerosi post tutte le otto belle ed intriganti spy-stories giunte), sarà gratificato con un set di tazzine da caffè e sarà spunto per altre iniziative di cui parleremo a tempo debito. Le storie di Badit, Eluz, Fara, Irene, Lorelover, Pirsimona, Salvatore e Yorick sono già al vaglio della giuria, composta da:
Nico Blunda, sceneggiatore;
Maurizio Clausi, grafico, web master;
Antonello Incagnone, artista multimediale;
Ro Marcenaro, cartoonist, comunicatore;
Sergio Tisselli, illustratore, disegnatore di graphic novel;
Franco Borghi, organizzatore di eventi culturali.
Entro il 28 febbraio saranno raccolti gli esiti della votazione e ai primissimi di marzo sapremo chi avrà vinto le famigerate tazzine e vedrà la propria detective story pubblicata in un libretto illustrato!
Il disegno che vedete risale all'estate del 1995 e fu realizzato in occasione di una mostra di vignette esposte al Caffè del Kassaro: si arguisce facilmente che la caffeina, per me, è sempre stata un ottima miscela creativa.

mercoledì 16 febbraio 2011

Il desiderio, la pazienza


Non ho ancora visto (dal vivo) le tazzine: fremo, non vedo l'ora di berci un caffè! Il desiderio, preceduto dalla pazienza: cose anacronistiche in questi tempi di consumismo sfrenato e primordiale.
Aggiornamento (24 febbraio): Le ho viste, toccate e campeggiano in cucina. Sono proprio belle, seppur ancora in versione provvisoria.

sabato 12 febbraio 2011

Giuria e lavori in progress


Le prove delle tazzine sono in progress e anche la giuria sta per essere formata (ci saranno artisti, sceneggiatori e altri bei tipi: per ovvi motivi sarò escluso dai lavori e non interverrò neppure in caso di parità tra due storie). Una cosa è certa, però: sono otto storie molto belle. I giurati avranno un bel lavoro da espletare: non li invidio! Andiamo a prenderci un caffè, intanto.

giovedì 10 febbraio 2011

Chi vincerà?


Otto detective stories da giudicare: una più bella dell'altra: che imbarazzo scegliere! Ma una giuria rigorosissima è già all'opera. Prima o poi scopriremo chi ha vinto. Nel frattempo potete prendere tranquillamente un caffè, o se volete, un cappuccino...

giovedì 3 febbraio 2011

Oggi siamo sul Fatto


Eugenia Romanelli lancia oggi nell'inserto culturale (Smart Time) de Il Fatto Quotidiano un'intervista che rivela le mie gesta recenti e quelle in progress. Si parla a profusione anche della detective story. Si parla di voi, ragazzi!

mercoledì 2 febbraio 2011

Manca solo una settimana!


Tra una settimana scadrà il termine ultimo per scrivere e postare in questa sede o nei post di pertinenza già pubblicati, la vostra detective story ispirata alle sette immagini che compongono l'illustrazione che vedete. Sono già giunte belle e intriganti le spy stories di Yorick, Salvatore, Eluz, Fara, Lorelover. Sono in progress i racconti di Badit e Irene e altri contributi sono attesi prima del termine del 9 febbraio. Basta scrivere una decina (ma anche meno) di righe per ogni immagine, dunque sette capitoletti, per comporre questa detective story di cui si parla ormai da due mesi! Franco Borghi, in collaborazione con il circolo Vitasana e con TorrePali Web Cafè, pubblicherà la storia migliore in formato cartaceo che sarà a corredo di un set di tazzine di caffè con le immagini di questa originale detective soap spy story scritta da voi!

domenica 16 gennaio 2011

Detective story: si torna alla carica!


Avevamo fissato la data ultima di consegna dei testi per il 29 gennaio: ma la proroghiamo. La detective story potrà essere scritta e trasmessa a questo blog entro e non oltre il 9 febbraio p.v. Ricapitoliamo: Franco Borghi, animatore del TorrePali Web Cafè, editore indipendente (e animatore di tantissime altre cose), sponsorizza il concorso "Detective Story": cioè una storia in sette capitoli, ciascuno dei quali non dovrà superare le dieci righe (per un totale dunque che non vada oltre le 70 righe: meno sì, più no), ispirata all'illustrazione che vedete: la quale comprende, appunto, sette immagini in sequenza. Il concorso è aperto a tutti, finanche ai professionisti, che però non si faranno vivi -ci scommetto- perchè quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare: e gli scrittori (nella quasi totalità dei casi) sono dei teneri morbidoni... Sarebbe bello che questo appello giungesse soprattutto agli under 25, coloro i quali cioé hanno tutta una vita davanti per farsi sbattere la porta in faccia da una major, ma che intendono, una tantum, divertirsi e utilizzare questo piccolo e coloratissimo accogliente blog per scrivere liberamente la loro detective story (classica o visionaria). Avranno visibilità, magari non tanta (ma non sarei pessimista...), il migliore vincerà un set di tazzine (sei da caffè e una tazza da capuccino che riporteranno le sette immagini dell'illustrazione) e potrà mostrare agli amici un libretto con la propria storia. Stiamo pensanndo anche a chi non sarà il vincitore ma avrà mostrato indubbio talento... E stiamo pensando anche di pubblicare una storia-miscela (a proposito di caffè) che metta in fila e mixi sette episodi usciti non da unica penna ma da autori vari.

E non finisce qui: Gli autori di graphic novel e storie a fumetti che volessero sottoporre i propri progetti, potranno farlo serenamente, mandando soggetti e disegni (prove e tavole già finite) a Franco Borghi all'indirizzo perfiles@inwind.it. Da cosa nasce cosa: e dal concorso Detective Story sta prendendo corpo anche Buy a Comic, un marchio editoriale col quale il vulcanico Borghi intende lanciare nuovi talenti. Fatevi sotto!