martedì 14 maggio 2013

Autoscatti

Autoscatti realizzati con skype ed elaborati per testare i colori (che somigliassero un po' a quelli adoperati per le illustrazioni).

venerdì 10 maggio 2013

Miki ed io a spasso nel Marais

La frase pronunciata con enfasi sarcastica ("Ti vedrei bene con il tuo cagnolino per le strade di Parigi") dal primo addestratore capitato più per improvvisazione ed ignoranza (per caso) avrebbe dovuto mettermi sull'avviso: avrei dovuto salutarlo lì, su due piedi, e dirgli: ok, vado a Parigi, tu invece resta qui a fare il coercitivo ottuso per persone limitate che dei loro cani non hanno capitato un emerito cavolo. In realtà, se Palermo non fosse il disastro che è, sarebbe bello portare a spasso Miki come se ci si trovasse nel Marais o nel quartiere latino. Il coercitivo dalla quantità di neuroni limitati si riferiva al fatto che dal mio cagnolino non pretendevo cieca obbedienza ma complicità, amicizia, empatia, simpatia, fratellanza: sentimenti forti che un addestratore di retaggio pseudo-nazista non potrebbe capire neppure sotto tortura. Che il coercitivo fosse un tipo modesto e buono solo per ammansire dobermann e cani da combattimento irrequieti lo avrei dovuto capire dopo qualche minuto, la prima volta che lo incontrai in compagnia della mia adorata creatura. Testò Miki con un paio di pugnetti sul musetto (ahi) e un paio di pacche robuste sul costato (ahi). Miki si rattrappì, ebbe timore di ricevere un altro trattamento poco affettuoso e si mise buono, seduto, rassegnato. Ma quando fu provocato nuovamente e gli fu chiesto di obbedire ad altre assurdità, cercò di ribellarsi. Allora il coercitivo ottuso lo strattonò: Miki trovò il modo per non assecondare quella forma di violenza e riuscì a liberarsi della pettorina lasciando il tipetto con il guinzaglio in mano. Si mise a correre, io terrorizzato che potesse fuggire (chissà dove, sicuramente lontano dal tipetto) cercai di acchiapparlo inseguendolo. Miki, per puro gioco, si avviò, dribblandomi e lasciandomi a bocca aperta, nei pressi di un molosso vicino al suo proprietario. Il coercitivo urlando e correndo disse al padrone del pitt-bull di prendere il suo molosso e di mollare un calcio a Miki (sic!). Per fortuna non fu necessario ricorrere alla pratica selvaggia. Fui rimproverato di aver rincorso il mio cane. Io ero ignorante che più ignorante non si poteva. Ma lui si era fatto scappare il piccolo e tenero Miki: segnale evidente della sua gravissima incompetenza. Avrei dovuto mandarlo al diavolo in quella circostanza. Non lo mandai a quel paese neppure quando mi "vide" a Parigi. Ma alla seduta numero 17 lo mollai: finalmente mi era chiaro che non avevamo imparato nulla, Miki ed io: anzi, che il nostro rapporto si era complicato e che il signor coercitivo era, per entrambi, un inutile e dannoso interlocutore (sordo ed autistico). Poi, per fortuna, incontrai la scuola gentile. E la storia è cambiata di centoottanta gradi.

martedì 7 maggio 2013

Che coppia!

Lei, Bianca, è una signora d'altri termpi: bella, gentile, dolcissima. Si lascia corteggiare dal piccolo e tenerissimo Miki.

domenica 5 maggio 2013

Tempo perso

Educare il cagnolino (non addestrarlo)

Sfiorare la lite parlando di Cesar Millan: non che io ci tenga particolarmente a nominare questo "signore" coercitivo impenitente, ma qualcuno che non ha cani e si avventura in perniciose trasmissioni televisive pseudo-cinofile affidate al già troppe volte menzionato capobranco (capobranco di se medesimo), quando mi vede in compagnia di Miki, ritiene di gratificarmi dicendomi che se il mio cagnolino è educato lo devo sicuramente a quel tipo che d'ora in poi non nominerò più e il cui libro capitato incautamente a casa mia prenderà fuoco in omaggio al mitico Pepe Carvalho (il bel personaggio del compianto Vasquez Montalban: Pepe quando doveva prepararsi una cena coi fiocchi prendeva un libro dalla sua ricchissima biblioteca e lo dava alle fiamme per una bella carbonella propiziatrice) e in sfregio ai nazisti che ottant'anni fa anni fa inventarono l'addestramento e che oggi non si può più sostenere perché nel frattempo la guerra è finita, ci sono stati il 68, la rivoluzione sessuale, i radicali liberi, l'11 settembre, la crisi dell'Europa, due papi in contemporanea e un comico che in combutta con un capocomico hanno messo sotto scacco l'Italia... Se Miki è "educato" (e di strada da farne in tal senso ce n'è ancora parecchia) lo devo ad un lavoro quotidiano e anche un po' faticoso ma enormemente gratificante: e grazie anche alle dritte di un educatore gentilista (che non vuol dire molle e tenerone: significa molto semplicemente che cerca di instaurare un rapporto empatico col cane: assecondandone bisogni e correggendo quegli atteggiamenti sgradevoli che rendono la vita del proprietario e del cane medesimo, un mezzo incubo) che non ringrazierò mai abbastanza.

sabato 4 maggio 2013

Il diario di Miki - Politica estera

Passione inestinguibile

Continuo a far satira perché mi appassiona ancora, dopo trent'anni senza pause, dovermi spaccare la schiena e spremere le meningi per trovare una battuta da disegnare: ma è di gran lunga più gratificante e divertente non versare una sola stilla di sudore quando si ha il culo micidiale di incontrare la battuta per caso: in genere è la battuta che viene a trovarti depositandosi comodamente tra le sinapsi. Ma c'è di più: è il non avere numi da proteggere la molla che fa scattare neuroni e matita. E' il potere (o il "potere") l'adrenalina indispensabile per mettere in moto la chimica misteriosa della satura lanx. Oggi non è solo il potere l'oggetto da "abbattere": c'è anche la concorrenza sleale e spesso dozzinale del web che devi contrastare. E sei costretto anche a dimostrare che c'è satira e satira. Insomma, vado somigliando sempre più a quell'omino che spesso ho disegnato appeso precariamente al filo: spera di non cadere. Lo spero anch'io.

Certi maschi violenti

Oggi su Repubblica Palermo.