martedì 31 marzo 2015

Il salotto buono, anzi pessimo

Il salotto della città è un catoio: cartacce, rifiuti organici, pezzi sbriciolati di coni, chiazze di gelato, bicchieri di plastica sgocciolanti yogurt e altri liquidi. Una folla spensierata percorre disordinatamente ogni millimetro e le voci sono stridule o starnazzanti. Si urla e si fa sapere tutto sui propri gusti sessuali. Una ragazza minaccia un ragazzo. La ragazza si avvicina al ragazzo urlandogli una raffica di frasi fatte e poi comincia a schiaffeggiarlo con violenza assurda. Il ragazzo indietreggia e poi fugge. Scappando impaurito parla di sabato consumato. Ci ripensa e torna a fronteggiare l'energumena. Che lo riprende a sberle. Sotto i portici si vende di tutto in mezzo alla merda. C'è chi si accomoda su un gradino e beve un drink con lo sguardo compiaciuto e dice "Potenzialmente" e altre frasi stupide. Poi una band di tre elementi comincia a suonare vecchi pezzi rock con piglio heavy. La chitarra è isterica e la batteria è un bazooka. Decibel 200 volte superiori al sopportabile: almeno per i miei timpani. Onda d'urto insostenibile, per me. Tutti ridono rincoglioniti. Neppure ad un concerto allo stadio la musica è così parossistica. La grande bruttezza non ha limiti. Se piove, Palermo è Blade Runner: solo che il film di Ridley Scott è fiction.
Vignetta in prima su Repubblica del 31 marzo 2015.

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